Filosofia di Didaflow
3 settembre 2026 — documento d'archivio
Prima di costruire uno strumento, ci siamo fatti delle domande: qual è il problema educativo che vogliamo davvero affrontare? Perché le narrazioni correnti su AI ed edtech non bastano? Cosa crediamo davvero su apprendimento, educazione e complessità? Che ruolo dovrebbe avere l'AI — e quale non dovrebbe mai avere? Perché la simulazione e il metodo scientifico contano? E infine: come diventa tutto questo Didaflow, senza ridursi a un pitch?
Il problema del misurare
Gert Biesta, in Good Education in an Age of Measurement, parte da un problema logico prima ancora che educativo: il problema humeano dell'is-ought, la fallacia naturalistica. Dai dati non si deduce automaticamente la direzione da prendere.
"if we wish to say something about the direction of education we always need to complement factual information with views about what is desirable. We need, in other words, to evaluate the data and for this, as has been known for a long time in the field of educational evaluation, we need to engage with values."
Biesta distingue tra validità tecnica e validità normativa di ciò che misuriamo:
"Technical validity of our measurements – i.e., whether we are measuring what we intend to measure – the problem here lies with what I suggest to call the normative validity of our measurements. This is the question whether we are indeed measuring what we value, or whether we are just measuring what we can easily measure and thus end up valuing what we (can) measure."
È il rischio implicito di ogni piattaforma di analytics educativi: misurare ciò che è facile misurare, e finire per considerarlo importante solo perché è misurabile.
La "learnification" e ciò che si perde
Biesta chiama "learnification" lo spostamento del linguaggio educativo dall'educazione all'apprendimento. Ha aspetti positivi — mette l'agency dello studente al centro — ma anche un costo:
"'Learning' is basically an individualistic concept. It refers to what people, as individuals, do — even if it is couched in such notions as collaborative or cooperative learning. This stands in stark contrast to the concept of 'education' which always implies a relationship: someone educating someone else."
"This helps to explain why the rise of the new language of learning has made it more difficult to ask questions about content, purpose and direction of education. What is disappearing from the horizon in this process is a recognition that it also matters what pupils and students learn and what they learn it for."
E ancora, sul fine di ogni educazione degna di questo nome:
"Any education worthy of its name should always contribute to processes of subjectification that allow those educated to become more autonomous and independent in their thinking and acting."
Biesta distingue qui tra socializzazione (diventare parte di un ordine esistente) e soggettivazione (diventare capaci di pensare e agire in autonomia). Un'educazione buona deve permettere entrambe, non sacrificare l'una per l'altra.
Come diventa Didaflow
La logica di Didaflow — guardare al programma, al contesto, piuttosto che al singolo individuo — è il modo in cui proviamo a rispondere a questa tensione. Se l'attenzione si sposta dal valutare lo studente al descrivere e migliorare il contesto in cui studia, si riduce il rischio di ridurre l'educazione a una metrica individuale, e si lascia spazio a ciò che la socializzazione e la soggettivazione richiedono entrambe: una struttura di programma sana, e la possibilità per chi la abita di pensare in autonomia dentro di essa.
In pratica, questo significa una gamma di interventi possibili, con impatti su orizzonti diversi: interventi sull'insegnamento, a impatto più immediato, e interventi a livello di organizzazione e obiettivi educativi, a impatto più lento ma più strutturale. Le motivazioni degli studenti, in particolare, si giocano più a livello di programma che di singolo insegnamento — ed è a quel livello che un intervento ha l'effetto più immediato, con ricadute che si collegano fino all'employability a valle del percorso.